FAQ Sportello colf e badanti

DOMANDE FREQUENTI                                                   aggiornato a settembre 2020

  • Quanti sono i giorni di ferie spettanti e come vengono goduti?

Il contratto nazionale del lavoro domestico prevede 26 giorni di ferie per ogni anno di lavoro e per ogni tipo di contratto, sia a tempo pieno che part-time. Al fine del calcolo dei giorni di ferie goduti si considera la settimana di sei giorni lavorativi (si escludono domeniche e festivi), indipendentemente dalla distribuzione dell’orario di lavoro. (art.18 CCNLD)

  • Si può chiedere il pagamento delle ferie durante il rapporto di lavoro?

Le ferie sono un diritto e devono essere utilizzate al massimo entro i due anni dall’inizio della maturazione, in costanza di rapporto di lavoro non può esser richiesto il pagamento delle ferie senza fruizione. Eventuali ferie residue vengono liquidate a fine rapporto di lavoro.

  • Il contratto del lavoro domestico prevede dei permessi retribuiti?

Il lavoratore può chiedere permessi retribuiti solo per l’effettuazione di visite mediche personali documentate se coincidenti anche parzialmente con l’orario di lavoro. I permessi spettano con queste modalità:

– lavoratori conviventi a tempo pieno 16 ore all’anno

– lavoratori conviventi part-time 12 ore all’anno

– lavoratori non conviventi con contratto superiore o uguale a 30 ore settimanali 12 ore all’anno

– lavoratori non conviventi con orario inferiore a 30 ore, le 12 ore annuali verranno riproporzionate

(art. 20 CCNLD)

  • Come sono riconosciute le festività?

Le festività riconosciute dalla legislazione vigente sono giornate di riposo e sono pagate con la normale retribuzione. Nel caso di rapporti di lavoro conviventi la loro retribuzione è compresa nell’importo mensile concordato (e viene riconosciuto un importo aggiuntivo soltanto quando una di queste festività cade in giorno domenicale), nel caso di rapporti di lavoro non conviventi la retribuzione è calcolata come 1/26 della paga media mensile. (art. 17 CCNLD)

  • In caso di malattia la dipendente deve produrre il certificato medico? E in caso di ricovero ospedaliero?

In caso di malattia il lavoratore deve avvertire tempestivamente il datore di lavoro e, entro due giorni dalla data di rilascio, far pervenire il certificato medico. In caso di ricovero ospedaliero occorre produrre il certificato di ricovero e successivamente quello di dimissioni dall’ospedale. (art. 26 CCNLD)

  • Per il lavoro domestico la malattia è pagata dall’Inps?

L’Inps non paga la malattia per i lavoratori domestici. La malattia viene pagata dal datore di lavoro in base all’anzianità di servizio fino a un massimo di 15 giorni di calendario (art. 26 CCNLD). Il contratto prevede inoltre un periodo di mantenimento del posto di lavoro (periodo di comporto) durante il quale il datore di lavoro non può licenziare il/la dipendente.

  • Si può chiedere l’anticipo della liquidazione (TFR)?

Il/la dipendente può chiedere l’anticipo del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) non più di una volta all’anno e per un ammontare massimo del 70% del maturato alla data della richiesta. (art. 40 CCNLD)

  • Il contratto del lavoro domestico prevede la copertura infortuni?

L’infortunio sul lavoro è una prestazione erogata dall’Inail anche per i lavoratori domestici. Il datore di lavoro ha l’obbligo di denunciare all’Inail, con apposito modello Inail corredato da certificato medico, l’avvenuto infortunio entro 48 ore dalla ricezione del certificato e entro 24 ore in caso di infortunio mortale. La denuncia deve essere comunicata anche all’autorità di Pubblica sicurezza.

 I primi tre giorni di infortunio sono pagati dal datore di lavoro. (art. 28 CCNLD)

  • Quando si pagano i contributi Inps?

Il versamento dei contributi Inps si effettua con modello PagoPa trimestrale con le seguenti scadenze:

1° trimestre                       scadenza 10 aprile

2° trimestre                       scadenza 10 luglio

3° trimestre                       scadenza 10 ottobre

4° trimestre                       scadenza 10 gennaio dell’anno successivo           

  • Come viene versata la quota di contributi a carico del lavoratore?

Nel versamento trimestrale effettuato dal datore di lavoro è compresa la quota del/della dipendente. Questa quota è trattenuta mensilmente in busta paga dallo stipendio lordo concordato.

  • La dipendente ha diritto all’astensione per maternità?

Si, il contratto del lavoro domestico prevede soltanto 5 mesi di maternità obbligatoria. La maternità a rischio può dar luogo all’astensione anticipata ma deve essere comprovata dalla certificazione del ginecologo e dall’autorizzazione dell’Asl.

Per la lavoratrice domestica non è prevista l’astensione facoltativa.

  • Posso usufruire di agevolazioni fiscali se assumo una colf, badante o baby-sitter?

SI, con queste modalità:

Colf e badanti: Il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito, per importo massimo di 1.549,37 euro/anno, i contributi previdenziali INPS obbligatori (per la parte a carico del datore di lavoro). A tal fine è tenuto a conservare le ricevute dei pagamenti e il modello PagoPA riportante il totale delle ore trimestrali.

Badanti: Il datore di lavoro può detrarre dall’imposta lorda il 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, per importo massimo di 2.100 euro/anno.

Con la finanziaria del 2020 è stato introdotto l’obbligo della tracciabilità delle spese detraibili pertanto i pagamenti devono avvenire con assegni o bonifici pena la perdita della detrazione fiscale.

La detrazione spetta al soggetto non autosufficiente o ai familiari che sostengono la spesa. Per poter usufruire di questa agevolazione sono necessari: Certificato medico che attesti la condizione di non autosufficienza o verbale di riconoscimento dell’assegno di accompagnamento; inoltre occorre un’autocertificazione della badante che attesta i compensi percepiti nell’anno (per questa detrazione il reddito del datore di lavoro non deve superare 40.000 euro/anno).